In nessun altro luogo della Germania la birra è più presente che in Baviera. Il “succo d’orzo”, come viene localmente chiamato, è parte integrante della cultura e dello stile di vita bavarese e ne plasma anche la sua immagine all’estero dove le birre bavaresi sono famose per la loro tradizione, qualità e varietà.

Tuttavia, non si tratta solo di immagine e i numeri confermano questa realtà: il volume totale della produzione birraia bavarese rappresenta oltre un terzo della produzione tedesca e la Baviera è una delle regioni leader nel mondo per quanto riguarda il consumo di birra. Con circa 620 birrifici – sia grandi produttori industriali che birrerie artigianali più piccole – la Baviera è anche la regione con la più alta densità di birrifici al mondo.

È una tradizione che affonda le sue radici nell’antichità: vicino a Kulmbach, nell’Alta Franconia, sono state portate alla luce anfore di birra risalenti addirittura al primo periodo di Hallstatt (800 a.C.). Ma la birra bavarese non deve la sua fama soltanto alla sua antichità bensì anche alla sua qualità, sancita già nel 1516 con il “Reinheitsgebot”, l’Editto della purezza bavarese emanato dal duca Guglielmo IV di Baviera, valido ancora oggi, che stabilisce che per la birra bavarese si possono usare solo acqua, malto, luppolo e lievito.

Questa lunga tradizione e passione ha dato origine a oltre 40 tipi diversi di birra caratterizzate da un rapporto di miscelazione di questi “soli” quattro ingredienti. Oggi circa 4.000 marche di birra rappresentano la diversità unica dell’arte birraria bavarese, ognuna con una personalizzazione di prodotto. La scelta di birre bavaresi è vasta e diversificata, offrendo una gamma di opzioni per soddisfare i gusti dei consumatori di birra di tutto il mondo e adatte ai più originali abbinamenti.

A seconda della varietà, la birra bavarese ha un sapore leggermente amaro o maltato. Si beve tutto l’anno, con picchi di vendita nei mesi estivi e le qualità più consumate sono le birre leggere come Weißbier, Helles, Export (birra di frumento, birra chiara, esportazione). A queste si aggiungono diverse specialità stagionali, come le primaverili Doppelbock, Joseph-Bock da metà marzo, la Maibock da metà aprile, le birre delle festività da metà settembre o le birre invernali un po’ più forti, spesso scure.

La birra fa parte senza dubbio del patrimonio culinario bavarese e a conferma di questo stretto legame dal luglio 2001 la Bayerisches Bier IGP è registrata presso l’UE come indicazione geografica protetta (IGP) ai sensi del Regolamento (CE) 1151/2012 con altre sei birre che possono fregiarsi della denominazione IGP e fanno parte del patrimonio culinario europeo: Hofer Bier IGP, Kulmbacher Bier IGP, Mainfranken Bier IGP, Müncher Bier IGP, Reuther Bier IGP e, da poco, Oktoberfest Bier IGP.

Intanto, inspirati dalla tradizione bavarese, nel mese di marzo potete rinfrancarvi con una birra di stagione particolarmente ricca, la Fastenstarkbier, prodotta dai frati dell’ordine dei Minimi di San Francesco da Paola per compensare l’assunzione fortemente limitata di cibo solido durante il periodo quaresimale. È una Doppelbock forte (7%), scura, ad alta gradazione alcolica e dal sapore maltato, molto corposo e rotondo.

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